NON è cambiato niente sulle campagne Demand Gen, forse…
È comparsa una nuova etichetta nelle campagne Demand Gen e alcuni l'hanno letta come un cambiamento importante. Spoiler: non lo è. Ecco cosa sta succedendo davvero.
Negli ultimi giorni ho visto circolare commenti allarmati su una nuova etichetta apparsa nelle campagne Demand Gen di Google Ads.
Vediamo cosa succede davvero.
La nuova etichetta
Nel pubblico selezionato per le campagne Demand Gen è comparsa un'etichetta denominata "indicatore" (o "signal" nella versione inglese).
Alcuni l'hanno interpretata come un cambiamento strutturale nel funzionamento delle campagne, paragonandolo a una perdita di controllo sul targeting.
Come funziona in realtà
L'etichetta funziona in modo analogo agli asset group di Performance Max: fornisce all'algoritmo un punto di partenza, un segnale di direzione, ma non lo vincola.
Il comportamento dipende dall'impostazione "ottimizzazione del targeting" nel gruppo di annunci:
- Opzione attivata → la campagna ha libertà di espandere il pubblico oltre l'indicatore. L'algoritmo può raggiungere utenti non inclusi nel pubblico selezionato se ritiene che possano convertire.
- Opzione disattivata → il targeting rimane stretto, il pubblico selezionato è quello reale.
Quindi è cambiato qualcosa?
Sostanzialmente no.
L'etichetta è un indicatore visivo più chiaro per distinguere se un gruppo di annunci opera in targeting tradizionale o con indicatori algoritmici. Il comportamento sottostante esisteva già.
Nessuna modifica strutturale al funzionamento delle campagne Demand Gen.
Cosa monitorare
Se vuoi mantenere il controllo sul targeting:
- Verifica l'impostazione "ottimizzazione del targeting" nei tuoi gruppi di annunci
- Se è attiva e non la vuoi, disattivala
- Monitora l'evoluzione: Google tende ad aggiornare queste funzioni nel tempo
Quando escono novità su Google Ads, vale sempre la pena verificare prima di reagire. Spesso l'allarmismo supera la realtà dei cambiamenti.