Come eliminare le conversioni false nell'account (e quando conviene solo aggiustarne il valore)
Anche a te capita di avere ecommerce con conversioni non vere frutto di errori dell’utente? Puoi ritirarle del tutto oppure aggiustarne il valore: qui trovi entrambe le strade e quando conviene usare l’una o l’altra.
Cosa sono le conversioni false in Google Ads?
Anche a te capita di avere ecommerce con conversioni non vere frutto di errori dell’utente?
Noti un ROAS molto più alto del solito, vai ad analizzare il valore di conversione per ora e scopri che quel dato è frutto di una sola vendita.
Pensi subito ad un colpo di fortuna, un utente che ha voluto acquistare metà shop. Ma il cliente ti riporta alla realtà spiegandoti che un simpaticone ha acquistato 1.000 articoli mettendo come mezzo di pagamento bonifico o contrassegno. Naturalmente tutti i dati sono palesemente falsi.
Poi esiste anche la versione dolosa di questi simpaticoni. Si tratta di coloro che fanno acquisti in contrassegno e poi non ritirano la merce tirando fuori scuse assurde del tipo “il cane mi ha mangiato il portafoglio”. Nella migliore delle ipotesi hai perso tempo e i soldi della spedizione. Nella peggiore si tratta di prodotti custom, impossibili da rivendere a qualcun altro.
Perché conviene intervenire invece di ignorarle?
In questi casi può essere molto utile, sia a livello di reportistica che a livello algoritmo, “ritirare” le conversioni fasulle dall’account.
Il punto è che una conversione finta sporca due cose insieme. Sporca i report che mostri al cliente, perché il ROAS che gli stai raccontando non è quello vero. E sporca i dati su cui lo smart bidding impara, perché per l’algoritmo quel finto acquisto resta un segnale positivo da inseguire.
In altre parole possiamo dire al machine learning che quelle non erano conversioni e quindi “allenarlo” a stare più attento a quella tipologia di utenti che in realtà non compra.
Ritirare la conversione o aggiustarne il valore?
Google Ads offre due strade diverse e la domanda giusta da farsi è sempre la stessa: quella vendita esiste o non esiste?
Ritiri la conversione quando non esiste proprio. L’ordine con i dati palesemente falsi, il contrassegno mai ritirato, il pacco tornato indietro tutto intero. Non c’è niente da salvare: quella riga non deve stare nei report e non deve stare nei dati di apprendimento.
Aggiusti il valore quando invece l’ordine è reale ma vale meno di quanto è stato tracciato. È il caso di cui ti parlavo sopra, ovvero il tipo ha sbagliato il numero di pezzi da ordinare. L’ordine esiste ma il numero di articoli è molto diverso e spesso molto più basso.
Mi ero sempre chiesto come l’aggiustamento del valore delle conversioni potesse essere applicato agli ecommerce, dove viene già tracciato un valore di conversione.
A fornirmi una bella risposta è stato il buon Frederick Vallaeys nel suo blog: annullare o modificare il valore delle conversioni relative ai resi e/o acquisti fasulli o sbagliati.
L’aggiustamento del valore può essere molto utile anche nella lead generation, quando ti accorgi che i contatti con certe caratteristiche comuni generano poi molto più valore per l’azienda rispetto agli altri: invece di trattare ogni lead come se pesasse uguale, dai all’algoritmo il valore che quel contatto vale davvero. Attenzione, in questo caso però serve un solido CRM che tiri fuori dei dati statisticamente attendibili, altrimenti si rischia di guidare l’algoritmo fuoristrada.
Come si ritira una conversione?
Vai in Obiettivi e poi in Caricamenti. Qui non devi fare altro che caricare un foglio Google con i seguenti dati:
id transazione da eliminare;
nome della conversione da eliminare nell’account Google ads;
data di quando ti sei accorto che la conversione era falsa;
indicare il fuso orario dell’account.
Fai attenzione a dare accesso all’account google ads al file Google. Basta condividere il foglio con la mail che viene fornita durante il caricamente del file (qualcosa del tipo “1725465941-100000000-account@partnercontent . gserviceaccount . com”).
Qui trovi un template da già pronto. Basta semplicemente compilare le parti in giallo modificando le scritte in blu. Il fuso orario è già impostato per gli account italiani.
Come si aggiusta il valore di una conversione?
Il meccanismo è lo stesso e si passa dalla stessa sezione: sempre da Obiettivi e poi Caricamenti è possibile caricare un file con l’elenco delle conversioni da annullare o da correggere nel valore.
Il match avviene tramite il numero di ordine della transazione, quello che viene passato nello snippet di monitoraggio delle conversioni. Essendo univoco per ogni transazione ci permette di dire all’algoritmo esattamente quali conversioni annullare e su quali modificare il valore.
Qui trovi il link al blog di Optmyzr che spiega nel dettaglio come fare.
Quanto tempo serve per vedere i risultati?
Sul fronte dei numeri l’attesa è breve: per esperienza i dati si aggiornano nel giro di 24 ore, a volte anche meno. Prima di trarre conclusioni ti consiglio comunque di aspettare 24-48 ore.
Sul fronte dell’algoritmo la faccenda è diversa: qui i risultati non sono immediati. Perché l’apprendimento inizi a tenerne conto serve che i casi si accumulino, quindi conviene trattare questa pulizia come un’abitudine periodica e non come un intervento una tantum.
Dati di conversione puliti sono il primo controllo di ogni revisione seria di un account Google Ads: se il tracciamento è sbagliato, ogni altra analisi parte da numeri falsi.
Buone ads
Domande frequenti
Cosa sono le conversioni false in Google Ads?
Sono transazioni registrate dall'account che non corrispondono a una vendita reale: ordini fatti per errore con dati falsi, oppure acquisti in contrassegno che non vengono mai ritirati.
Perché conviene intervenire invece di ignorarle?
Perché sporcano due cose insieme: i report che mostri al cliente e i dati su cui lo smart bidding impara. Ritirando o correggendo la conversione dici all'algoritmo che quell'acquisto non è mai diventato una vendita.
Meglio ritirare la conversione o aggiustarne il valore?
Se la vendita non esiste proprio, come nell'ordine in contrassegno mai ritirato o nel finto ordine con dati falsi, la ritiri. Se invece l'ordine è reale ma vale meno di quanto tracciato, per esempio quando il cliente ha sbagliato il numero di prodotti da ordinare aggiungendo uno zero di troppo, ha più senso correggere il valore.
Come si aggiusta il valore di una conversione già registrata?
Dalla stessa sezione da cui si ritirano, cioè Obiettivi e poi Caricamenti, dove si carica un file con l'elenco delle conversioni da annullare o da correggere. Il match avviene tramite il numero di ordine della transazione, quello che viene passato nello snippet di monitoraggio, che è univoco per ogni transazione.
Serve un accesso amministratore per ritirare una conversione?
No. Si va in Obiettivi e poi in Caricamenti. L'unico passaggio delicato è condividere il foglio Google con l'indirizzo di servizio che Google fornisce durante il caricamento.
Dopo quanto tempo si vedono i dati aggiornati?
Per esperienza nel giro di 24 ore, a volte anche meno. Consiglio comunque di aspettare 24-48 ore prima di trarre conclusioni. L'effetto sulle offerte automatiche invece non è immediato: lì serve che l'algoritmo accumuli un po' di casi.