L'algoritmo non serve ad un piffero
Una campagna con la colonna delle conversioni ferma sullo zero e il cliente contentissimo: la storia di un tracciamento rotto che ricorda perché prima dell’algoritmo vengono annunci, landing e prodotto.
Il titolo è volutamente provocatorio ma voglio mettere in risalto un concetto che a volte passa sottotono.
Quali sono le tre condizioni che fanno funzionare una campagna?
L’inserzionista deve creare degli annunci a prova di bomba, che poi devono atterrare su una landing “orlandiniana” per infine vendere un prodotto/servizio che è ben posizionato sul mercato.
Bene se queste 3 condizioni sono verificate, le campagne funzionano anche senza l’aiuto del machine learning.
Cosa succede se il tracciamento si rompe?
Che i contatti continuano ad arrivare lo stesso, se il trio regge. È quello che mi è capitato.
Nuova campagna ma da qualche giorno la colonna delle conversioni su facebook è ferma sullo zero. Sono pronto a cospargermi il capo di cenere e vedere di trovare delle soluzioni alternative. Chiamo il cliente che invece mi sorprende. E’ contentissimo della nuova campagna perché arrivano parecchi contatti. Addirittura va meglio della precedente.
Faccio finta di nulla e finita la chiamata vado a controllare la situazione sul tag manager. Nei trigger avevo messo un url sbagliata e la conversione non scattava. Nonostante il sistema di tracciamento non funzionasse le persone hanno lasciato il contatto ed erano molto interessate al prodotto.
Vuol dire che del tracciamento possiamo fare a meno?
Questo non vuol dire che ci possiamo dimenticare dei tracciamento o che l’algoritmo non serve a nulla. Solo che nel nostro lavoro occorre sempre testare e controllare che il “trio” sia davvero irresistibile.
Ora mi aspetto che avendo sistemato il tracciamento l’algoritmo aiuti a performare ancora di più un trio (ads – landing – prodotto) che va già alla grande da se. E infatti è andata così: dopo la sistemazione ha continuato a performare bene, se non meglio di prima.
Anche perché un tracciamento fatto male fa schifo quanto un tracciamento che non misura affatto: è lo stesso motivo per cui conviene ripulire le conversioni false prima di dare la colpa all’algoritmo.
Da dove partire quando qualcosa non funziona?
Capovolgendo la medaglia, se qualcosa non funziona, prima di controllare pubblico, eventi di ottimizzazione, CBO o altri tecnicismi, verifichiamo sempre ads, landing e prodotto.
Che poi è esattamente quello che è successo su un altro account, dove due sole modifiche alla landing page hanno dimezzato il costo per lead.
È il motivo per cui, quando lavoro sulla strategia tra i diversi canali, parto dal business e non dalla piattaforma.
Buone ads.
Domande frequenti
L’algoritmo serve davvero a far funzionare le campagne?
Aiuta, ma non fa miracoli. Se annunci, landing page e prodotto sono forti, le campagne funzionano anche senza l’aiuto del machine learning: l’algoritmo amplifica un trio che già funziona, non lo sostituisce.
Quali sono le tre condizioni che fanno funzionare una campagna?
Annunci a prova di bomba, una landing page fatta come si deve e un prodotto o servizio ben posizionato sul mercato. Se queste tre condizioni sono verificate, le campagne funzionano anche senza l’aiuto del machine learning.
Se il tracciamento non funziona la campagna smette di convertire?
Non necessariamente. In un caso reale la colonna delle conversioni su Facebook era ferma sullo zero per un trigger di Tag Manager con l’url sbagliata, ma i contatti continuavano ad arrivare e la campagna andava meglio della precedente: a non funzionare era la misurazione, non la campagna.
Allora si può ignorare il tracciamento?
No. Il tracciamento resta indispensabile, e una volta sistemato permette all’algoritmo di spingere ancora di più un trio (ads, landing e prodotto) che funziona già da sé. Il punto è che va sempre testato e controllato, perché un dato fermo sullo zero può essere un errore di misurazione e non un problema di campagna.
Da dove si parte quando una campagna non funziona?
Prima di controllare pubblico, eventi di ottimizzazione, CBO o altri tecnicismi, si verificano annunci, landing page e prodotto. Sono la base: se uno dei tre non regge, nessun tecnicismo di piattaforma lo compensa.